UNIVERSO SQUALI

Tra le creature più affascinanti e misteriose l'ambiente marino offra, impariamo a conoscerli ed a rispettarli

Quattrocento milioni di evoluzione li hanno resi perfettamente adatti ed efficaci all'ambiente acquatico. La loro particolarietà è caratterizzata dalla totale mancanza di scheletro osseo ma di cartillagine, la loro forma idrodinamica oppone poca resistenza all'acqua consentendogli di nuotare velocemente. Utilizzano le branchie per respirare ma per alcune specie, come lo squalo Mako è stata persa la facoltà di pompare acqua attraverso le stesse costringendoli a nuotare continuamente. Il loro fegato costituisce un grosso serbatoio contenente olio di squalene il quale consente loro il galleggiamento mentre i loro occhi, posti lateralmente, possono essere da piccolissimi a grandi dimensioni in base alle profondità in cui risiedono. Il muso da quello più rotondeggiante a quello più lungo ed appuntito è dotato di pori gelatinosi (ampolle di Lorenzini) quali importanti organi sensoriali che permettono la percezione di campi elettrici sino al posizionamento esatto di dove si trovano rispetto al campo magnetico terrestre e alla localizzazione della preda.
La loro pelle, livrea meravigliosa di varie colorazioni dal nero, al blu, al verde e così discorrendo con altre sfumature, è unica e ricoperta da minuscole scaglie chiamate dentelli dermici (o scaglie placoidi), che la rendono ruvida come carta vetrata se toccata al contrario. Possiedono, nella loro assoluta perfezione, il sistema -conosciuto- come "linea laterale" composto da una serie di cellule sensorialI disposte lungo i fianchi le quali gli permettono di percepire ogni minimo movimento dell'acqua.
Vivono a diverse profondità in tutti i mari ed oceani del mondo, ed in base alla specie possono raggiungere sino i 1200 m; con una velocità che tocca, sempre in base alla specie, i 90-100km/h rientrano tra i pesci più veloci al mondo.
Una "macchina perfetta" che l'ambiente marino ha la bontà di farci osservare e conoscere, di studiarne nella sua complessità la bellezza ed mistero di oltre le 500 specie, questo è Lo Squalo il Re di tutti i mari.

La maestosità di questi pesci cartilaginei

Le caratteristiche dello squalo, così come le conosciamo oggi, affondano le loro radici in un'epoca molto lontana. Durante il Devoniano, tra pesci primitivi che ricordano creature fantastiche degne dei film e imponenti artropodi, iniziarono a emergere i primi antenati dei pesci moderni. È proprio in questo periodo che tutte le principali classi di pesci attualmente esistenti erano già presenti e che i primi squali fecero la loro comparsa sulla Terra.
Gli squali, appartenenti alla classe dei Chondrichthyes, sono pesci caratterizzati da uno scheletro cartilagineo, come suggerisce la loro denominazione di origine greca. Questo significa che la loro struttura scheletrica è composta da cartilagine parzialmente calcificata, una sostanza più leggera e flessibile rispetto al tessuto osseo. Tale peculiarità risulta fondamentale per questi animali, poiché sono privi della vescica natatoria, un organo idrostatico tipico dei pesci ossei che consente di regolare il galleggiamento. La vescica natatoria è infatti emersa solo in un secondo momento nell'evoluzione dei pesci ossei, come un elemento strutturalmente analogo al polmone. Per gli squali, quindi, possedere uno scheletro leggero rappresenta un vantaggio significativo. Tuttavia, l'assenza della vescica natatoria rende il solo scheletro cartilagineo insufficiente a mantenere il galleggiamento. È qui che interviene la fisica: durante il nuoto, le forze generate dal movimento delle pinne pettorali e della coda si combinano per creare una spinta verso l'alto, che aiuta lo squalo a mantenersi in equilibrio nell'acqua.

Un sesto senso come pochi

Le straordinarie peculiarità dello squalo includono anche i suoi sensi, tanto che in questo caso si potrebbe parlare di un vero e proprio "sesto senso". Grazie alle ampolle di Lorenzini, scoperte e descritte da Stefano Lorenzini nel 1678, squali e razze sono capaci di rilevare i campi elettromagnetici emessi dalle prede e di percepire il campo magnetico terrestre per orientarsi. Queste ampolle sono organi situati nella parte anteriore della testa, visibili dall'esterno sotto forma di piccoli pori. Internamente, sono collegate a una rete di canali che conducono a piccole sacche riempite con un gel elettro-conduttivo.
Un altro sistema sensoriale estremamente raffinato, presente anche nei pesci ossei, è quello della linea laterale. Questo sistema si manifesta come un solco visibile lungo i fianchi dell'animale, che si estende dalle branchie fino alla coda. La linea laterale è composta da un insieme di organi sensibili alle vibrazioni a bassa frequenza e alle onde di pressione causate dal movimento di corpi nell'acqua. Tali stimoli vengono trasformati in segnali nervosi che forniscono informazioni fondamentali: la presenza di ostacoli, predatori o qualsiasi cambiamento nella pressione dell'acqua circostante. Parlando degli squali e delle loro caratteristiche biologiche, si ha quasi l'impressione di trovarsi di fronte a creature dotate di "superpoteri". In realtà, si tratta del frutto di milioni di anni di adattamento ed evoluzione, processi che hanno plasmato un insieme complesso e unico di tratti perfettamente adatti alla sopravvivenza. Purtroppo, però, questi straordinari animali si trovano spesso minacciati dagli ostacoli posti dall'attività umana.

Dinamiche ed esplorazione sensoriale

Gli squali non sono predatori privi di intelligenza anzi, dimostrano comportamenti sociali complessi. Nelle acque del Sudafrica, ad esempio, gli squali creano vere e proprie gerarchie di dominanza dove gli esemplari più grandi tendono a prevalere su quelli più piccoli attraverso rituali e morsi di avvertimento piuttosto che con aggressioni dirette e generalizzate.
Gli squali utilizzano la bocca come uno strumento esplorativo, simile a delle mani curiose. Una ricerca condotta a Seal Island, vicino a Città del Capo, ha evidenziato che gli squali bianchi spesso adottano comportamenti investigativi, come colpire o mordere oggetti in superficie, incluse le gabbie. Questo non è indice di aggressività, ma un modo per esplorare stimoli sconosciuti.

L'estrema importanza di questi animali in pericolo di vita

Gli squali popolano il nostro pianeta da centinaia di milioni di anni, e oggi contiamo oltre 500 specie diverse che solcano gli oceani. Come custodi del mondo naturale, abbiamo il dovere di assicurarci che continuino a esistere per molte generazioni a venire.
Ma perché gli squali sono così importanti per la salute dei nostri oceani? Essi rappresentano un indicatore fondamentale dello stato di equilibrio degli ecosistemi nelle barriere coralline e non solo.
Solo una barriera corallina prospera, con una disponibilità stabile e abbondante di risorse alimentari, può sostenere questi grandi predatori marini. Allo stesso tempo, gli squali svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema proprio in quanto predatori principali. La loro funzione chiave risiede nel predare principalmente animali deboli, malati o feriti, che risultano più facili da catturare. Questo comportamento aiuta a mantenere sotto controllo le popolazioni di specie marine sane e robuste, contribuendo al bilanciamento naturale. Tale processo, noto come "controllo dall'alto verso il basso", garantisce ecosistemi equilibrati e vitali, capaci di supportare una grande biodiversità. Un fenomeno simile può essere osservato anche in altri habitat del nostro pianeta, non solo negli oceani. Ad esempio, i leoni nelle savane africane o i lupi nelle regioni del Nord America rivestono un ruolo comparabile all'interno delle loro rispettive catene alimentari. Educarsi ad un rispetto e comportamento adeguato è la chiave nel preservare questa specie seriamente messa a dura prova di sopravvivenza.

La conoscenza aiuta la comprensione

Indipendentemente dal fatto che uno squalo possa essere considerato tranquillo o meno, rimane un animale in grado di causare lesioni agli esseri umani, proprio come qualsiasi altro predatore selvatico. È fondamentale affrontare gli squali con rispetto e cautela conoscendone le regole fondamentali di rispetto reciproco.
Alcune specie presentano un rischio minore, mentre altre richiedono maggiore attenzione durante le interazioni. Tra queste ultime troviamo lo squalo toro, lo squalo bianco oceanico, lo squalo tigre e il grande squalo bianco.
Le statistiche rivelano che è più probabile essere coinvolti in un incidente stradale o essere colpiti da un fulmine piuttosto che subire l'attacco di uno squalo. Nel 2022, a livello globale, sono stati segnalati soltanto 57 incidenti o attacchi di squali, di cui 5 con esito mortale i quali paragonati al numero di squali uccisi ogni anno (80/100 milioni per anno) risultano pressochè irrelevanti. Nuotare in acque popolate da squali è statisticamente più sicuro che mettersi alla guida per andare a fare la spesa. Considerando i milioni di persone che ogni giorno nuotano nelle stesse acque degli squali, il numero di incidenti è sorprendentemente basso. Purtroppo la disinformazione e vecchi refusi cinematografici alimentano paure irrazionali e conducono spesso all'uccisione indiscriminata di queste creature affascinanti e antiche, così importanti per l'equilibrio dell'ecosistema creandone ad oggi un grave problema per l'ecosistema marino mondiale.

Numeri e cause che devono far riflette

IFAW (fondo internazionale per il benessere degli animali) ha stimato al 2023 che ogni hanno vengono uccisi per mano dell'essere umano 100 MILIONI di squali in tutti i mari/oceani del mondo seppur la stima raggiunge numeri che si avvicinano ai 273 milioni per anno. Numeri raccrapiccianti che fanno facilmente pensare quale sarà il destino dei nostri fondali marini nei prossimi decenni.
La popolazione di squali sono diminuite sensibilmente del 90% negli ultimi trent'anni minacciando la vita stessa degli animali oltre che l'equilibrio della vita in tutti gli ecosistemi (marino e terrestre).
La pesca intensiva con reti a circuizione a chiusura di 460m per 30m di profondità, è principlamente il danno più devastante l'oceano possa subire causandone la morte di mumerose specie oltre che la distruzione dei fondali marini eliminando flora e fauna; oltre la pesca intensiva vi è anche la pesca illegale che seppur con numeri più bassi devasta intere aree marine mettendole letteralmente in pericolo.
Gli squali vengono soppressi non solo per le pinne e le dicerie ad esse riferite ma anche per l'uso incontrollato del suo fegato, della carne (nociva), cartilagine e pelle da cui vengono generati mangimi per animali, alimenti per il consumo umano (nocivo) integratori sportivi, fertilizzanti, creme di bellezza, trucchi e cosmesi in generale. Purtroppo l'Italia è costantemente indicata come uno dei paesi leader nel commercio di carne di squalo, posizionandosi frequentemente come il terzo importatore mondiale per volume (tonnellate) e a volte anche per valore economico che supera i tre miliardi di Usd per anno.
Intervenire diventa fondamentale iniziando a seguire piccoli accorgimenti come ad esempio accertarsi quale pesce stiamo comperando o mangiando, imparare a vivere i nostri mari ed oceani come degli ospiti non inquinando ed avendo comportamenti in linea con la fauna e flora che stiamo ammirando come del resto avere delle linee guide di come sapersi comportare in caso di "un incontro ravvicinato" al fine di viverlo con attenzione ma allo stesso tempo con rispetto... piccole cose che possono creare grandi risultati!

Progetti e sostenibilità per aiutare la specie

Molti subacquei sognano di poter nuotare accanto a queste incredibili creature, anche se l'idea può destare un po' di timore. Per anni, gli squali sono stati presentati dai media come spietate macchine mangiatrici, ma la realtà è ben diversa: ogni anno meno di 8 persone perdono la vita a causa loro.
Tuttavia, gli squali rimangono predatori apicali di grandi dimensioni dotati di forza e talvolta imprevedibilità, quindi meritano sempre massimo rispetto.
I consigli fondamentali per garantire la sicurezza durante le immersioni con queste affascinanti creature, insieme agli aspetti principali da considerare per minimizzare i rischi e vivere un'esperienza sicura, è indubbiamente quella di appoggiarsi a professionisti del settore che conoscono ed hanno una importante esperienza a contatto con questi animali. Apportare un piccolo ma grande aiuto alla natura oltre che un accrescimento culturale interiore è la base per preservare il mondo che ci circonda e proprio per questo è ormai possibile seguire dei corsi formativi teorici ed anche pratici (particolarmente dedicato ai subacquei) per apprendere nozioni chiave le quali serviranno per avere maggiore contezza di cosa sono queste splendide creature marine e soprattutto di cosa "noi" POSSIAMO FARE PER PROTEGGERLI.

Conoscere gli squali in immersione... ma non solo

Come anticipato precedentemente moltissime persone, subacquei e non, desiderano avere nozioni specifiche sugli squali al fine di poter acquisire maggiore consapevolezza nel momento in cui avranno la bontà e la fortuna di incontrarli nel proprio habitat.
Svariate didattiche subacque offronto corsi/brevetti per approcciarsi con maggiore consapevolezza agli squali durante l'immersione ma oltre ciò vi sono in molteplici parti del mondo associazioni, enti ed operatori che offrono, anche a scopo scentifico, l'opportunità di immergersi con queste creature. In particolare in Sudafrica, patria di oltre 100 specie di squali lungo tutta la costa e offshore, nella nazione arcobaleno vi sono svariate attività scientifiche per monitorarne la popolazione; il subacqueo durante questa esperienza diventa parte integrante della ricerca e sia documentandone con foto particolari che lo stesso può scattare e sia partecipando ad un corso formativo in loco ed in presenza di squali per avvalorarne maggiormente le competenze.
Un coinvolgimento a pieno successo per la ricerca così unendo il divertimento alla preservazione ed educazione del mare... il compromesso perfetto per avere sempre paggiore consapevolezza dei nostri mari.

Gli squali e le svariate specie

La maggior parte degli squali vive negli oceani; alcuni nuotano in prossimità delle coste, altri vivono nelle profondità marine. Alcune specie vivono anche in mare aperto, come ad esempio il grande squalo bianco (Carcharodon carcharias) mentro lo squalo leuca (Carcharhinus leucas) e lo squalo dai denti di lancia (Glyphis glyphis) sono in grado di sopravvivere per lungo tempo anche in acqua dolce.
Gli squali si cibano di animali marini e sono degli ottimi predatori in quanto hanno ottimi olfatto, udito e vista; si nutrono di pesci, foche o tartarughe marine ma altre specie come lo squalo balena invece di plancton.
Molti squali hanno un’ottima dentatura ed i denti ricrescono sempre nella parte interna della mascella e quando uno di questi si rompe o cade ecco che è già pronto il dente sostitutivo. Lungo il corso della vita alcune specie cambiano fino a 50.000 denti.
Non sono animali socievoli e perlopiù sono solitari, maschi e femmine si incontrano solo per l’accoppiamento e finora non si è ancora riusciti a capire esattamente come fanno a comunicare tra di loro.
Ma quanti sono?
La maggior parte delle persone conosce lo squalo bianco, lo squalo tigre e lo qualo toro ma in realtà esistono oltre 500 specie di squali. Alcuni sono in parte vegetariani altri invece utilizzano la pinna caudale come una frusta per catturare i pesci... delle "macchine" perfette specializzati ognuno nella propria tecnica di predazione.
Il più veloce indubbiamente è lo squalo mako pinna corta (Isurus oxyrinchus) il quale nuota fino a 90 chilometri orari e durante la caccia può anche fare dei salti fuori dall’acqua.
Uno che rappresenta una colorazione simile a quella del "big five terrestre" è lo qualo zebra (Stegostoma fasciatum) chiamato anche squalo leopardo; quando gli esemplari sono giovani hanno strisce marroni e bianche che assomigliano a una zebra ma quando invecchiano, le strisce si attenuano e si trasformano in macchie ricordando più il manto di un leopardo.
Una singolare tecnica di predazione, "a frusta", è assegnata allo squalo volpe (Alopias) il quale ha una pinna caudale straordinaria, la parte superiore è molto più grande di quella inferiore e per cacciare gira intorno ai banchi di pesci così utilizzando la sua pinna caudale come una frusta per colpirli, stordirli per poi cibarsene.
In termini invece di longevità il primato viene assegnato allo squalo della Groellandia, e probabilmente non esiste nessun altro animale vertebrato a diventare più vecchio di lui (Somniosus microcephalus). Gli scienziati hanno stimato che possono raggiungere i 500 anni di età: per riuscire a scoprirlo hanno studiato gli occhi degli squali catturati accidentalmente con le reti dei pescatori. e visto che l’occhio dello squalo non cambia dopo la sua nascita, hanno potuto stimare l’età analizzando le condizioni ambientali rilevate dallo studio dell’occhio. Incredibile!
Per concludere tra i top abbiamo anche quelli più grandi, lo squalo balena (Rhincodon typus) tra i 6 e 10 m e lo squalo elefante (Cetorhinus maximus) tra i 6 e 8 m; solitamente lo squalo elefante nuota con la bocca spalancata, catturando minuscoli crostacei, uova di pesce e larve: in alcune circostanze è possibile avvistare gruppi fino a 100 squali, i quali percorrono ogni anno migliaia di chilometri per foraggiarsi.
Possiamo dire ed affermare che le specie sono innumerevoli ed ognuna con delle caratteristiche speciali ed interessanti le quali ci fanno capire, ed incuriosiscono allo stesso tempo, spingendoci ad approfondire questo mondo sommerso complesso ed eterogeno e tutto da scoprire! Buono studio!